Chi siamo

La Grande Luce d'Italia è una Fratellanza Iniziatica che affonda le sue radici nella tradizione esoterica e filosofica occidentale. Non siamo un club né una società segreta, ma una Fratellanza Iniziatica che lavora per la conoscenza di sé e l'elevazione spirituale.

Il nostro obiettivo è costruire il Tempio dell'Umanità, dove ogni Libero Muratore è chiamato a squadrare la propria "Pietra Grezza" per contribuire al perfezionamento del Mondo. Promuoviamo i valori di Libertà, Uguaglianza, Fratellanza, Tolleranza e Rispetto reciproco.

I nostri Rituali si svolgono nel massimo rispetto delle Costituzioni Massoniche, degli Antichi Doveri e della Costituzione e delle Leggi dello Stato italiano, garantendo un ambiente di studio e crescita riservato e fecondo.


Antichi Doveri

Le Costituzioni di Anderson (pubblicate per la prima volta nel 1723) rappresentano il documento fondamentale della Massoneria moderna (speculativa).

La sezione dedicata agli "Antichi Doveri" (Old Charges) stabilisce le regole di condotta per i massoni.

Ecco un riassunto strutturato dei sei articoli principali:


Articolo Argomento Descrizione e Concetti Chiave
I Dio e la Religione Il massone deve obbedire alla legge morale. Non può essere un "ateo stupido" né un "libertino irreligioso". Si richiede l'adesione alla Religione su cui tutti gli uomini sono d'accordo, lasciando le opinioni particolari ai singoli.
II Il Magistrato Civile Il massone deve essere un suddito pacifico, sottomesso ai poteri civili e non deve mai essere coinvolto in complotti contro la pace o il benessere della nazione.
III Le Logge Definisce la Loggia come il luogo di lavoro. I membri devono essere uomini buoni e leali, nati liberi, di età matura e prudente, non schiavi né donne né uomini immorali.
IV Maestri e Apprendisti La promozione si basa sul merito reale e sul valore personale, non sull'anzianità. Descrive la gerarchia interna e le responsabilità dei dirigenti.
V Condotta nel Lavoro I massoni devono lavorare onestamente nei giorni feriali per godere dei festivi. Si deve evitare l'invidia e chiamarsi reciprocamente "Fratelli".
VI Il Comportamento Regola la condotta in Loggia (niente politica o religione), dopo la chiusura, in presenza di estranei, in famiglia e nel vicinato.

Statuto